La domanda sulla necessità della presenza della Befana accanto a Babbo Natale tocca profondi strati della semiotica culturale, della mifopoeitica e dell'ingegneria sociale della festa. La risposta è ambigua e richiede un'analisi in tre piani: storico-folcloristico, ideologico (sovietico) e psicopedagogico. La Befana è un fenomeno culturale unico: essendo il personaggio "minore" nella coppia, è tuttavia un marcatore chiave della specificità nazionale del rito di Capodanno russo, che lo distingue dalla modello occidentale con Babbo Natale solista.
In origine Babbo Natale e la Befana esistevano in diverse sfere mitologiche e letterarie e non erano collegati.
Babbo Natale (Morozenko) – personaggio arcaico del folclore slavo, spirito dell'inverno, del freddo e, allo stesso tempo, donatore (nelle fiabe – donatore di una giovane donna buona). È un padrone severo, solitario della natura invernale.
La Befana – prodotto dell'attività creativa dell'autore. Il suo prototipo è il personaggio della fiaba popolare russa sull'oca di neve vivente, che si scioglie in primavera. Tuttavia, l'immagine canonica è stata creata da A.N. Ostrovskij nella pièce omonima del 1873, dove la Befana è la figlia della Primavera e del Morozenko, che aspira all'amore degli esseri umani. Qui è la figlia del Morozenko, non la nipote, e esiste nel contesto del mito calendario sulla lotta tra inverno e primavera. Non aveva alcuna connessione con il rito di Capodanno nel XIX secolo.
Curiosità: Nella versione operistica di N.A. Rimskij-Korsakov (1882) la Befana è una eroina tragica, la cui morte da un raggio solare è necessaria per l'arrivo della primavera. Questo archetipo di "dio che muore e risorge" è estraneo alla festività di Capodanno festosa.
La loro alleanza è un prodotto esclusivo della politica culturale sovietica degli anni '30. Dopo la riabilitazione del Capodanno (1935) come festa laica, familiare, era necessario "umanizzare" e mitigare l'immagine di Babbo Natale, che da solo potrebbe essere percepito dai bambini come spaventoso, estraneo con barba.
Funzione psicologica: L'arrivo della Befana risolveva questo problema. La giovane, buona, bella compagna agiva come mediatore emotivo e garante della sicurezza. Poteva entrare nel gioco, ballare, ascoltare poesie, mentre Babbo Natale manteneva il ruolo di donatore principale, un po' distante. È diventata "conduttrice" tra il mondo dei bambini e il mago potente ma buono.
Funzione ideologica: La coppia "anziano + giovane donna" è priva di contesto sessuale (è il nonno e la nipote) e rappresenta l'idea di successione delle generazioni, collettivismo e famiglia, che si adatta perfettamente alla dottrina sovietica. La Befana era "loro", quasi una pioniera nel costume fiabesco.
Instaurazione ufficiale: Il canon del duo è stato fissato nei copioni delle prime feste di Capodanno nei Domi Sindicati, nella letteratura per bambini (poesie di S.Ja. Maršak, A.L. Barto), e in seguito nel cinema ("Babbo Natale" del 1952, "Morozenko" del 1964, dove lei, tuttavia, non è legata a Babbo Natale). Dal 1937 sono apparsi insieme sulle cartoline.
Oggi l'obbligatorietà della Befana è determinata non dall'ideologia, ma dalla tradizione culturale consolidata e dalla praticità.
Psicopedagogico: Per i bambini di 3-7 anni la presenza della Befana è cruciale. È un "oggetto di transizione" (in termini psicoanalitici di D.V. Vinnikott), che aiuta a superare la timidezza di fronte al potente Babbo Natale. Imposta il tono del gioco, porta avanti un dialogo, sostiene. Senza di lei lo scenario per i bambini perde dinamismo e diventa formale.
Dramaturgico: Nelle mattinate di Capodanno moderne, la Befana spesso assume il ruolo di regista e conduttrice della festa: organizza giochi, distrae i bambini mentre Babbo Natale "prepara" i regali, unisce i numeri in un'azione unica.
Identità culturale: Il duo è un brando riconoscibile, che distingue il Capodanno russo dal festività globale con Babbo Natale. Il rifiuto della Befana avrebbe significato impoverire il codice culturale e cedere alla globalizzazione.
Condizione storica: Come mostrato sopra, la loro alleanza è un'invenzione artificiale, sebbene geniale, del XX secolo.
Destinazione di età: Per gli adolescenti e gli adulti degli eventi festivi, la paradigma "nonno + Befana" può essere irrelativa. Qui Babbo Natale può apparire in solitudine o in un altro contesto (ad esempio, con gli abitanti delle foreste fiabesche).
Pratiche regionali e locali: In alcuni scenari professionali o aziendali, dove l'accento si concentra sullo spettacolo e non sul rito infantile, la Befana può assenti.
Dal punto di vista scientifico, la Befana ha smesso di essere semplicemente un personaggio letterario e si è trasformata in un componente strutturale del rito di Capodanno, che esegue funzioni psicologiche e sceniche specifiche. La sua "obbligatorietà" ha un carattere non assoluto, ma contingente e contestuale.
Per la tradizionale festività di Capodanno infantile nella cultura russa la sua presenza è necessaria e giustificata funzionalmente. Garantisce il comfort psicologico, la dinamica dell'azione e rappresenta un vivo legame con la tradizione mitopoetica nazionale, anche se costruita in tempi relativamente recenti. Pertanto, il duo di Babbo Natale e la Befana non è un vicinato casuale, ma una opposizione binaria (maschile/femminile, anziano/giovane, potente/accessibile) che crea un sistema magico festivo armonico e riconoscibile, che soddisfa profondi bisogni sociali e psicologici. La sua stabilità dimostra l'efficacia e il valore culturale di questo accordo.
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