La concezione di introdurre gli astronauti in uno stato di anabiosi artificiale (o stasi) per voli interplanetari di lunga durata è passata da pagine di fantascienza a programmi di ricerca seri di NASA, dell'Agenzia spaziale europea (ESA) e di aziende private (ad esempio, SpaceX). Questa idea non è considerata come un tratto narrativo, ma come una tecnologia potenzialmente risolutiva per missioni umane a Marte e altre pianete, che permette di superare barriere fisiologiche, psicologiche e logistico.
Viaggio a Marte secondo lo scenario classico con equipaggio attivo richiede 6-9 mesi in una sola direzione. Questo crea un complesso di problemi:
Consumo di risorse: L'equipaggio consuma ossigeno, acqua, cibo, genera rifiuti. Per una missione di lunga durata questo richiede una massa di carico utile enorme, rendendola economicamente e tecnicamente insostenibile.
Degradazione del corpo in microgravità: Nonostante il sistema di esercizi fisici, gli astronauti sviluppano atrofia muscolare, demineralizzazione delle ossa (fino al 1-2% al mese), cambiamenti cardiovascolari, disturbi della vista.
Stress psicologico: Lungo periodo di permanenza in uno spazio chiuso, monotonia, distanza dalla Terra, isolamento sociale e potenziali conflitti interpersonali rappresentano un rischio serio per la salute mentale.
Irraggiamento radiante: Nel cosmo profondo, al di fuori della protezione del campo magnetico terrestre, l'equipaggio è esposto a raggi cosmici e eventi protonici solari, aumentando i rischi di tumori oncologici e lesioni del sistema nervoso centrale.
Lo stato di stasi controllata teoricamente è in grado di mitigare tutti questi problemi.
Gli scienziati non inventano l'anabiosi da zero, ma cercano di riprodurre e migliorare i meccanismi esistenti in natura:
La vera ibernazione nei suricati, nei citelli e nei pipistrelli: riduzione radicale del metabolismo del 85-99%, temperatura corporea fino a livelli prossimi allo zero, frequenza cardiaca e respirazione. Il difetto chiave è il ciclo di risvegli spontanei, energeticamente onerosi per l'organismo.
Il sonno invernale del medведo: Stadio meno profondo, ma più lungo (fino a 6 mesi) con una moderata riduzione della temperatura corporea e del metabolismo, senza cibo, bevande e secrezioni, mantenendo la massa muscolare e ossea grazie a uniche adattamenti biochimici (reciclaggio dell'urea).
Il torpor (o ocezione) nei colibrì e nei piccoli mammiferi: riduzione breve e quotidiana della temperatura e del metabolismo per risparmiare energia.
Il prototipo ideale per l'uomo è lo stato del medведo, come più gestibile e sicuro per un grande mammifero.
Le ricerche moderne si concentrano su diversi settori:
Giberne farmacologica: Ricerca e sintesi di sostanze capaci di "switchare" il metabolismo umano in modalità di risparmio. Un'opportunità promettente sembra essere lo studio dell'idrogeno solforato (H2S) e dell'adenosina, che negli animali possono indurre uno stato di torpor. Nel 2005, scienziati americani sono stati in grado di introdurre topi in un anabiosi metabolica reversibile tramite l'inalazione di aria con una piccola aggiunta di idrogeno solforato, riducendo la necessità di ossigeno del 90%.
Hipotermia terapeutica (raffreddamento gestito a scopo terapeutico): Questa è una pratica clinica esistente, utilizzata dopo l'arresto cardiaco o lesioni cranioencefaliche per proteggere il cervello. La temperatura corporea del paziente viene ridotta a 32-34°C per alcuni giorni. Per lo stazismo spaziale sarà necessario un raffreddamento molto più lungo e profondo (fino a 32°C, e in prospettiva anche inferiore) con l'uso di sistemi complessi di scambio termico esterno e monitoraggio.
Stimolazione dei centri di ibernazione nel cervello: Nel 2020, scienziati giapponesi dell'Università di Tsukuba, stimolando determinati neuroni (neuroni Q) nell'ipotalamo dei topi, hanno introdotto loro uno stato simile all'ibernazione per diversi giorni con una riduzione reversibile della temperatura corporea e del metabolismo. Questo grande scoperta indica la possibilità di un controllo neurale diretto di questo stato.
Fatto interessante: Nel 2014, la SpaceWorks Enterprises ha ricevuto un finanziamento da NASA per lo sviluppo del concetto di "torpor per il volo su Marte" (Torpor Inducing Transfer Habitat). Il loro progetto prevede di introdurre l'equipaggio in uno stato di ipotermia terapeutica (32-34°C) in cicli di 14 giorni con brevi periodi di risveglio per mangiare e controllare i sistemi. Secondo i calcoli, questo potrebbe ridurre la massa della navicella del 30-50% grazie alla riduzione del volume di supporto vitale.
Vantaggi dello stazismo:
Riduzione delle esigenze dell'equipaggio: Riduzione drastica del consumo di risorse, minimizzazione dei rifiuti.
Protezione dalla microgravità: In uno stato di ipotermia e metabolismo ridotto, i processi di atrofia muscolare e ossea dovrebbero rallentare significativamente.
Riduzione del rischio radiante: Le cellule metabolicamente inattive sono meno vulnerabili ai danni della radiazione.
Soluzione dei problemi psicologici: Il tempo soggettivo "passa" per l'equipaggio, viene minimizzato lo stress dell'isolamento.
Aτροfia muscolare e osteoporosi a lungo termine: Anche nello stazismo, questi processi, sebbene rallentati, proseguiranno. Sono necessarie tecnologie di stimolazione muscolare elettrica in stato di incoscienza.
Nutrizione e idratazione: Come trasportare sostanze nutritive e mantenere il bilancio idrico-elettrolitico? Vengono considerati opzioni di alimentazione parenterale completa (iniettiva) o periodi di risveglio.
Rischi di trombosi e infezioni: In condizioni di ipotermia e inattività, il rischio di formazione di trombi e soppressione del sistema immunitario aumenta drasticamente.
Effetti a lungo termine sul cervello: Sono possibili lesioni cognitive irreversibili dopo mesi in uno stato ipometabolico? L'effetto protettivo dell'ipotermia per il cervello è noto, ma non è stato studiato a questa scala.
Affidabilità dei sistemi: Un guasto del sistema di supporto vitale della capsula di stasi sarà fatale. Sono necessarie sistemi assolutamente affidabili, duplicati con intelligenza artificiale per il monitoraggio.
Lo stato di anabiosi per gli astronauti non è più pura fantascienza, ma una complessa attività tecnico-scientifica multidisciplinare. La sua soluzione si trova all'incrocio della neurobiologia, della criobiologia, del supporto vitale e dell'ingegneria spaziale. Sebbene la realizzazione pratica richieda ancora decenni di ricerche e test intensivi, i primi passi sono stati fatti. Il successo in questa area sarà non solo un grande passo avanti nella cosmologia, ma anche un grande traguardo medico, in grado di salvare vite sulla Terra attraverso la gestione del metabolismo in condizioni critiche. I pionieri saranno non solo gli ingegneri e gli astronauti, ma anche i biologi che hanno studiato per anni il medведo in letargo e il citello nel nido congelato.
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