L'espressione «cittadini di seconda classe» (o «persone di seconda classe») non è e non è mai stata un termine giuridico nel diritto moderno dei paesi democratici. È una metafora socio-politica, un costrutto retorico e un potente etichetta stigmatizzante utilizzata per descrivere situazioni di disuguaglianza sistematica, discriminazione e lesione dei diritti di gruppi specifici di popolazione che, de jure, godono degli stessi diritti degli altri cittadini, ma de facto sono privati della possibilità di realizzarli pienamente.
La scienza giuridica e il diritto operano con concetti precisi e definiti nei testi normativi: «cittadino», «straniero», «persona senza cittadinanza», «refugiato», «persona con disabilità» e così via. Queste categorie definiscono lo status giuridico, il set di diritti e obblighi.
Il termine «cittadini di seconda classe»:
Non ha una definizione giuridica. Non è presente nelle costituzioni, nei codici o nelle convenzioni internazionali.
È valutativo ed emotivamente carico. Porta una valutazione negativa chiara, che va contro il principio di neutralità del linguaggio giuridico.
Fixa non lo status formale, ma la situazione effettiva. Descrive la realtà sociale, non la norma giuridica. Il suo uso è sempre un'accusa di violazione del principio di uguaglianza sancito dalla legge.
La frase è utilizzata per descrivere criticamente situazioni in cui c'è una lacuna tra uguaglianza dichiarata e pratica reale.
Sistema dell'apartheid in Sudafrica (1948-1994): La maggioranza nera della popolazione è stata legalmente privata di diritti politici e civili attraverso leggi di registrazione, segregazione e così via. È stato un caso classico di status ufficialmente stabilito di «persone di seconda classe».
Leggi di Jim Crow negli Stati Uniti (fine XIX - metà XX secolo): Dopo l'abolizione della schiavitù negli stati del sud, sono state adottate leggi che stabilivano la segregazione razziale e limitavano i diritti di voto degli afroamericani. Anche se formalmente erano «cittadini», il loro status era ridotto.
Sistema di casta in India: Sebbene la discriminazione per casta sia ora proibita dalla costituzione, storicamente gli intoccabili (daliti) occupavano una posizione bassa e senza diritti, che de facto persiste in molte sfere della vita.
Strati più poveri della popolazione: Le persone che vivono sotto la soglia di povertà possono formalmente possedere tutti i diritti, ma a causa di barriere economiche non avere accesso reale a un'istruzione di qualità, alla sanità, alla giustizia (fenomeno di «negazionismo giuridico» a causa della povertà).
Abitanti di regioni remote o deprese: La disuguaglianza nelle infrastrutture, nella qualità dei servizi pubblici e nelle opportunità economiche crea un senso di «secondità» basato sul territorio.
Alcuni gruppi di persone con disabilità: Sebbene ci sia una legislazione progressista, barriere fisiche e sociali possono rendere difficili l'esercizio dei diritti (istruzione, lavoro, mobilità).
La metafora descrive una situazione in cui un gruppo di persone:
Ha formalmente la cittadinanza e i diritti di base.
Il diritto moderno si sviluppa nella direzione di eliminare le basi per tale situazione. Principi giuridici e concetti chiave che negano esplicitamente la possibilità di «seconda classe
Principio di uguaglianza di tutti davanti alla legge e al tribunale (art. 19 della Costituzione della Russia, art. 14 della Convenzione europea per la protezione dei diritti dell'uomo).
Concetto di divieto di discriminazione indiretta nel diritto internazionale e europeo: quando una regola apparentemente neutra mette le persone di un determinato gruppo in una posizione ingiustificatamente sfavorevole.
Semplifica problemi sociali complessi.
Stigmatizza gruppi già vulnerabili, fissando un etichetta umiliante.
Di conseguenza, «cittadini di seconda classe non è un termine giuridico, ma una caratteristica sociologica e politica, una diagnosi di una grave malattia della società. Indica un profondo divario tra alti principi giuridici di uguaglianza e la dura realtà della non giustizia sistematica. La sua apparizione nel dibattito pubblico è un segnale di una grave «crisi dell'esercizio dei diritti umani» e di «difetti del contratto sociale». Il compito del diritto moderno e della pratica giuridica è non far sì che questa metafora diventi realtà, ma garantire che l'uguaglianza sancita dalle leggi diventi uguaglianza nelle opportunità di vita e nell'esperienza quotidiana di ogni persona. La situazione effettiva di «seconda classe» si verifica dove il diritto esiste solo sulla carta, ma non funziona nella vita, e la lotta contro questo è la principale sfida per qualsiasi società che aspira a essere giusta.
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