L'impatto dell'acqua salata sui tesori d'oro dei naufragi sommersi è una storia affascinante, in cui hanno spazio sia miti che la dura realtà scientifica.
In breve: l'oro stesso non subisce praticamente danni dall'acqua salata, mentre tutto ciò che lo circonda viene distrutto radicalmente.
Facciamo un'analisi più dettagliata.
L'oro è un metallo prezioso. Questo è un termine scientifico che significa che è estremamente inerte e non reagisce con la maggior parte degli elementi chimici.
Resistenza alla salinità: Il cloruro di sodio (sale) e l'ossigeno dissolto nell'acqua non esercitano alcun effetto corrosivo sull'oro. Con esso non si verifica nulla che chiamiamo "ruggine" o "ossidazione".
Aspetto: Una moneta d'oro o un lingotto che sono rimasti sul fondo dell'oceano per 300 anni appariranno praticamente come il giorno del naufragio. Basta semplicemente lavarli con acqua dolce, e splenderanno con il loro splendore originale. Ecco perché l'oro è stato e rimane il simbolo dell'eterna valore.
Il problema non è l'oro, ma i suoi "vicini" e le condizioni di conservazione.
Questa è la maggiore e più interessante delle problematiche. Quando metalli diversi sono in contatto in un elettrolita (e l'acqua di mare è un ottimo elettrolita), tra di loro si verifica un flusso di corrente elettrica.
Come funziona: Il metallo "più attivo" (anodo) inizia a degradarsi, sacrificandosi per proteggere il metallo "più nobile" (catodo).
Esempio: Se una moneta d'oro è rimasta in un cassone di ferro o accanto a monete d'argento e cannoni di rame, si forma una pareggia galvanica. Ferro e rame saranno attivamente corrosi, mentre l'oro rimarrà intatto. Ma il risultato sarà che gli oggetti d'oro possono letteralmente "saldata" con uno strato spettato di ruggine e minerali ai loro vicini. Il loro recupero diventa una complessa attività archeologica.
Questo è un "sarcofago naturale" che si forma attorno agli oggetti sul fondo del mare.
Processo: Le sale dissolte nell'acqua (specialmente il carbonato di calcio) e gli ossidi dei metalli (da ferro corrosivo) si depositano gradualmente su qualsiasi superficie solida. Con il tempo, si fondono in un blocco monolitico, una concretizzazione.
Risultato: Monete d'oro e gioielli possono essere bloccati all'interno di una gomma di tonnellate. Per raggiungere il tesoro, è necessario rompere questo conglomerato con cura.
Correnti e sabbia: Il movimento costante dell'acqua e l'azione abrasiva della sabbia possono logorare e danneggiare oggetti sottili (ad esempio, catene d'oro), anche se non distruggono il metallo stesso.
Organismi viventi: Sebbene l'oro non sia commestibile, organismi come coralli, spugne e bryozoari possono crescere sulla sua superficie, coprendolo con uno strato di materiale vivente e depositi calcarei.
Ecco dove le conseguenze sono le più catastrofiche:
Argento: Si scurisce e subisce corrosione cloridica, coprendosi di uno strato spesso di cloruro d'argento nero o viola. Le monete spesso si fondono in masse monolitiche.
Acciaio e ferro: (Cannone, ancore, scafo della nave). Vengono distrutti quasi completamente, lasciando dietro di sé solo "residui" di ruggine e concreti che ripetono la loro forma.
Gemme preziose: (Esmeraldi, rubini, diamanti). Di solito sono chimicamente stabili, ma i materiali organici come il giacinto e il corallo vengono completamente distrutti.
| Oggetto | Impatto dell'acqua salata | Stato dopo secoli sul fondo |
|---|---|---|
| Monete d'oro, lingotti | Praticamente inesistente | Come nuovi, dopo il lavaggio. Possono essere bloccati nei concreti. |
| Gioielli d'oro (con pietre) | L'oro è intatto, ma i fermagli possono essere danneggiati dalla corrosione di altri metalli. | Intatti, ma possono rompersi con un trattamento incauto. |
| Monete d'argento | Corrosione grave, formazione di cloruro d'argento. | Scure, fusi in masse monolitiche. |
| Cannone in ferro, ancore | Distruzione completa. | Scompaiono, lasciando dietro di sé vuoti nelle concreti ("fantasmi di ruggine"). |
Conclusione: Le leggende sui cassetti pieni di oro che brillano sul fondo del mare sono un mito. La realtà è che l'oro sopravvive secoli praticamente intatto, ma il suo "recupero alla luce" è un lavoro titanico degli archeologi e dei restauratori, che combattono per anni contro le conseguenze della corrosione elettrolitica e dei concreti per liberare il metallo immortale dal suo guscio di pietra.
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