Contrariamente a Natale, che spesso è legato alla mistica delle festività, la festa di Battesimo del Signore (Epifania) nei suoi lavori appare meno frequentemente e in modo più specifico, sociale, culturale e quotidiano. Per Pushkin, questa è prima di tutto una data importante del calendario nazionale e religioso, un elemento dello stile di vita russo che può diventare lo sfondo per eventi drammatici o un simbolo di purificazione. Pushkin registra più che il significato teologico della festa, il suo riflesso nella vita della società e nella sorte di un individuo.
Nonostante non ci sia una descrizione diretta della festa di Battesimo nel romanzo, essa è importante come punto di riferimento cronologico e di significato.
Conclusione delle festività: Le divinazioni di Tat'jana e il suo sogno profetico si verificano proprio nel periodo delle festività (dal Natale al Battesimo). Il Battesimo (19 gennaio secondo il calendario giuliano) mette fine a questo "tempo oscuro", pieno di superstizioni. Dopo di esso, le divinazioni perdono la loro forza e il mondo torna al suo solito corso. In questo modo, il Battesimo è presente indirettamente come confine tra il mondo magico, irrazionale (dove è possibile la visione profetica di Tat'jana) e il mondo della realtà quotidiana.
Gelate di Battesimo: Nella quinta parte, descrivendo il giorno del compleanno di Tat'jana, Pushkin offre una splendida descrizione dell'inverno russo: «Quell'anno la stagione autunnale / Stava a lungo fuori… / La natura aspettava, aspettava. / La neve è caduta solo a gennaio / La terza notte.» La menzione di gennaio e il coperto di neve stabilito crea un sfondo nel quale si inseriscono anche le successive gelate di Battesimo. I compleanni, in realtà, sono il picco "festivo" dell'inverno, la culminazione del ciclo invernale, parte del quale è anche il Battesimo.
Fatto interessante: Nel periodo di Pushkin, il giorno del Battesimo era una festa nazionale, accompagnata da cerimonie ufficiali di grande portata. A San Pietroburgo, sul Neva, davanti al Palazzo d'Inverno, veniva celebrato il solenne rito del «Battesimo dell'Acqua» (consacrazione dell'acqua) in una speciale «iordanìa» — una buca a forma di croce decorata con un padiglione. Era presente l'imperatore, la corte, l'esercito. Questo magnifico rito, ben noto a Pushkin, è rimasto al di fuori dei suoi testi artistici, ma ha formato il contesto culturale generale in cui la festa era percepita come un evento importante della vita pubblica.
Nella tragedia, la festa di Battesimo diventa una scena chiave che svela le relazioni tra potere e popolo.
Scena della «Piazza Rossa»: L'azione ha luogo il giorno della Epifania. Il popolo aspetta che il re Boris esca dalla cattedrale dopo la messa: «Popolo: Presto uscirà? / – Preghiamo, ora c'è la messa per il re. / – Che? È già passato il battesimo? / – Ehi! Silenzio! Ascolta cosa dice il re.»
Il battesimo come rito di legittimità: La partecipazione del re al solenne corteo e al battesimo dell'acqua era un atto fondamentale per confermare la sua devozione e, di conseguenza, la sua elezione divina. Per Boris, il cui potere è dubbia (usurpatore, possibile assassino), questa partecipazione pubblica alla festa è un tentativo di rafforzare il proprio autoritarismo.
La richiesta del popolo e il rifiuto: Nella culminazione della scena il popolo grida a Boris: «Sia nostro padre, nostro re!» e chiede «Pietà! Alimentaci! Padre-cancelliere!» Il rifiuto di Boris («Andate a casa con Dio») e il suo successivo monologo sulla plebe, sempre ingrata, mostrano un profondo scisma tra il potere, partecipante al rito sacrale, e la sua riluttanza a eseguire il dovere terreno della misericordia. In questo modo, Pushkin utilizza il Battesimo come sfondo per una dramma politica, dove la devozione esterna contraddice l'ingiustizia interna.
Nella corrispondenza personale e nelle forme minori, l'atteggiamento di Pushkin verso la festa appare più vivido e diretto.
Nelle lettere alla moglie (gennaio 1834) Pushkin augura a Natal'ja Nikolaevna la felicità di Natale e le festività imminenti, tra cui il Battesimo era l'ultimo accordo festoso con balli, gite e visite.
Epigramma «Sul Voroncov» (1824) contiene le famose righe: «Mezzo signor, mezzo mercante, / Mezzo saggio, mezzo ignorante, / Mezzo scellerato, ma c'è speranza, / Che diventerà completo alla fine.» Esiste una versione (sebbene controversa) che l'epigramma è stato diffuso prima del Battesimo, durante i carnevali delle festività, quando regnava l'atmosfera di libertà carnevalesca e si permettevano licenze. Se è così, la festa appare qui come un tempo socialmente permesso per esprimere verità proibite.
Nonostante la festa non sia menzionata direttamente nel testo della novella, la cronologia è costruita con eccezionale precisione e collegata al ciclo invernale.
Morte della contessa: L'anziana muore la notte di Natale (25 dicembre). Questo è l'inizio della dramma personale di German. I funerali si tengono tre giorni dopo, e l'apparizione della contessa morta a German si verifica, secondo il testo, poco dopo, ma ancora all'interno del periodo delle festività. Tutto l'incubo di German si sviluppa in questi giorni "oscuri".
Finale: L'ultima scena nella clinica psichiatrica si verifica quando fa un gelo terribile. Considerando che l'azione inizia il Natale, e le festività durano fino al Battesimo, questo gelo feroce potrebbe essere un gelo di Battesimo. Pertanto, il finale può essere letto come un simbolico "pulizia" dal gelo battesimale dopo il delirio febbrile e le passioni peccaminose che tormentano l'anima dell'eroe durante tutto il periodo delle festività. Il gelo qui è una forza punente e purificatrice che mette fine alla storia.
Il approccio di Pushkin alla festa di Battesimo è privo di esaltazione mistica. Lo considera in tre piani principali:
Come parte del ciclo calendario nazionale ("festività"), che conclude il tempo delle divinazioni e introduce l'ordine.
Come un rito sociale e politico importante, che rivela le vere relazioni tra potere e popolo (come in "Boris Godunov").
Come elemento della vita quotidiana e della vita culturale del suo tempo, celebrato con il gelo, le gite e parte dello stile di vita invernale.
Per Pushkin, il Battesimo non è tanto un momento di esperienza religiosa personale, quanto un dettaglio vivido della vita russa, storica e moderna. È intrecciato nei suoi lavori come un cronotopo naturale, comprensibile ai contemporanei, un punto sulla mappa dell'anno che struttura il tempo, determina il comportamento delle persone e può diventare un sfondo drammatico potente per lo scontro delle passioni umane e delle forze storiche. Questo è il genio di Pushkin: la capacità di vedere nel festival religioso un codice culturale universale che funziona sia nella tragedia del re, sia nel romanzo sull'uomo moderno, sia nella sorte di un ingegnere ossessionato dal mistero delle tre carte.
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