La questione del divieto legislativo della circoncisione degli under 18 per motivi non medici è una delle più acute al confine dell'etica biomedica, del diritto alla pratica religiosa e dell'autonomia corporea del bambino. A livello globale, non esiste attualmente in nessun paese una completa proibizione legislativa della circoncisione dei neonati e dei bambini. Tuttavia, esistono diverse forme di regolamentazione legale, limitazioni, nonché dibattiti pubblici attivi e iniziativa parlamentare volta a vietare o rigorosamente limitare questa pratica, specialmente in Nord Europa e in alcuni stati secolari. L'esame di questa questione richiede un'analisi di diversi livelli di regolamentazione.
Un divieto legislativo diretto della circoncisione rituale dei maschi, simile a quello della circoncisione femminile (operazioni mutilanti sugli organi genitali femminili), non è stato adottato da nessuna parte. Le principali ragioni:
Un forte lobbismo delle comunità religiose (ebraiche e musulmane), per le quali la circoncisione (brit mila, hittan) rappresenta un pilastro dell'identità e un obbligo religioso. Qualsiasi progetto di legge di divieto si scontra immediatamente con accuse di violazione della libertà di culto e di antisemitismo/islamofobia.
Le associazioni mediche nella maggior parte dei paesi (inclusi gli Stati Uniti, i paesi del Commonwealth britannico) adottano una posizione neutrale o condizionatamente approvata nei confronti della circoncisione maschile, riconoscendo alcuni potenziali vantaggi medici (riduzione del rischio di infezioni delle vie urinarie nei neonati, alcune IST, inclusa l'HIV, nell'età adulta), anche se non lo considerano necessario dal punto di vista medico. Questo lo differenzia dalla circoncisione femminile, che non ha alcuna giustificazione medica e è riconosciuta chiaramente dannosa.
Tradizione giuridica: In molti paesi (Germania, Stati Uniti, Israele) la circoncisione è protetta direttamente o indirettamente dalle leggi sulla libertà di culto e considerata una procedura medica legale con il consenso dei genitori.
La regolamentazione più rigorosa e i dibattiti più attivi riguardano i paesi del Nord Europa con forti tradizioni di protezione dei diritti dei bambini.
Islanda (progetto di legge del 2018): Nel 2018 il parlamento islandese ha esaminato un progetto di legge che proponeva di vietare la circoncisione dei maschi sotto i 18 anni, eccetto casi di necessità medica. I trasgressori erano puniti con fino a 6 anni di reclusione. Il progetto di legge è stato sostenuto da una serie di organizzazioni per i diritti umani e associative, ma ha scatenato un forte protesta internazionale. Sotto pressione (inclusa la minaccia di accuse di antisemitismo e dichiarazioni su un possibile esodo della comunità ebraica) il progetto di legge è stato ritirato dal dibattito prima del voto. Questo è il caso più vicino all'approvazione.
Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia: In questi paesi sono regolarmente formulate iniziative parlamentari e proposte dai rappresentanti dei diritti dei bambini e dalle associazioni mediche per introdurre un divieto o aumentare il limite di età. Finora nessuna legge è stata approvata, ma il consenso pubblico si sposta verso l'idea che la procedura dovrebbe essere rimandata all'età in cui la persona può dare un consenso informato.
Regolamentazione della procedura: In questi stessi paesi, nonché in Germania, Austria, Svizzera, sono in vigore rigorosi regolamenti per la circoncisione. Spesso richiedono che la procedura venga eseguita da un medico autorizzato (medico) con l'uso di anestetici, in condizioni sterili. Ad esempio, in Germania, dopo la sentenza giudiziaria clamorosa del 2012 (il tribunale distrettuale di Colonia ha riconosciuto la circoncisione come lesione corporale illecita), è stato adottata una legge speciale (Beschneidungsgesetz, 2012) che ha legalizzato la circoncisione rituale, ma ha obbligato a eseguirla "secondo le regole dell'arte medica".
Tribunale di Colonia (Germania, 2012): La decisione del tribunale distrettuale di Colonia è stata un evento mondiale. Il tribunale ha stabilito che la circoncisione di un bambino per motivi religiosi rappresenta un atto illecito di lesione corporea, anche con il consenso dei genitori, poiché viola il diritto del bambino all'integrità fisica e all'autodeterminazione futura. Questa decisione, sebbene successivamente annullata dalla legge federale, è diventata un importante precedente giuridico che ha giustificato il problema etico dal punto di vista dei diritti del bambino.
Posizioni dei rappresentanti dei diritti dei bambini e dei comitati delle Nazioni Unite: Il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti del bambino ha più volte espresso preoccupazione per la pratica della circoncisione non medica dei maschi, invitando gli stati a vietare questa pratica o, almeno, ad adottare misure per garantire il consenso informato del bambino quando raggiunge un'età adeguata. I rappresentanti dei diritti dei bambini della Svezia, della Danimarca, della Norvegia hanno ufficialmente dichiarato che la circoncisione rituale dei maschi viola la Convenzione sui diritti del bambino (articoli sul diritto alla libertà da violenze, diritto alla salute e integrità fisica).
Curiosità: Nel 2013 l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE) ha adottato la Risoluzione 1952 (2013) "Diritto dei bambini alla integrità fisica". In essa, tra l'altro, contiene un invito agli stati membri a "definire chiaramente le condizioni mediche, sanitarie e altre che devono essere rispettate durante l'esecuzione... della circoncisione dei giovani maschi" e "iniziare dibattiti pubblici, inclusi il dialogo interculturale e interreligioso, al fine di raggiungere un ampio consenso... sui diritti dei bambini di essere protetti dalle violazioni della loro integrità fisica secondo gli standard dell'area dei diritti umani". Sebbene non sia un divieto, il documento mette la pratica nel contesto di un potenziale violazione dei diritti del bambino.
In alcuni paesi con un sistema sanitario pubblico, dove la circoncisione non è una norma culturale (ad esempio, Regno Unito, Nuova Zelanda), la procedura è praticamente inaccessibile negli ospedali pubblici per motivi non medici. I genitori che desiderano eseguire la circoncisione rituale devono rivolgersi a cliniche private o a mohel religiosi, creando un ostacolo finanziario e organizzativo. Questa è una forma di limitazione indiretta.
Quindi, la risposta alla domanda sui paesi con divieto legislativo della circoncisione dei neonati e dei bambini non esiste. Tuttavia, esiste un continuum di relazione giuridica e sociale verso questa pratica:
Paesi con forte protezione della pratica religiosa (Stati Uniti, Israele, paesi musulmani) - la circoncisione è legale, libera e largamente diffusa.
Paesi con regolamentazione medica (Germania, Austria) - legale, ma rigorosamente regolamentata (richiede medico, anestesia).
Paesi con dibattiti attivi e iniziative parlamentari (Islanda, Danimarca, Svezia, Norvegia) - legale, ma esiste un potente movimento politico e sociale per vietare o differire fino all'età adulta, alimentato dalla bioetica child-centered e dalla concezione dell'autonomia corporea del bambino.
Il trend globale riguarda un progressivo spostamento dell'attenzione dai diritti dei genitori (educazione religiosa) ai diritti del bambino (integrità fisica e scelta futura). Sebbene un divieto completo rimanga politicamente e socialmente improbabile nel breve termine a causa della forza delle tradizioni religiose, la pressione verso un controllo medico rigoroso, la differimento della procedura e il consenso informato del bambino stesso continuerà a crescere, specialmente negli stati giuridici laici d'Europa. Questo rende la questione della circoncisione non tanto medica o religiosa, quanto un test sulla maturità della società nella bilanciamento tra tradizioni collettive e diritti individuali dell'uomo, che inizia fin dalla nascita.
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