Storicamente, il diritto considerava gli animali domestici come beni mobili, proteggendo gli interessi del proprietario e non quelli dell'animale stesso. Un cambiamento qualitativo è avvenuto nella seconda metà del XX secolo, quando i dati della zoopsicologia, della veterinaria e dell'etologia hanno formato il concetto scientifico di benessere degli animali. Questo non si riduceva più all'assenza di fame e sofferenze evidenti. La legislazione moderna sulla qualità della vita degli animali si basa sulla presunzione che l'animale sia un essere senziente capace di provare emozioni negative (dolore, paura, stress) e positive (gioia, comfort, interesse). Questo genera nell'uomo un obbligo morale e giuridico di garantire un benessere completo.
La base di molti leggi moderni è la concezione delle "cinque libertà" (Five Freedoms), sviluppata nel 1965 dal Consiglio britannico per il benessere degli animali agricoli e successivamente adattata per gli animali domestici. Questo non è un slogan emotivo, ma un elenco pratico di bisogni con basi fisiologiche e comportamentali:
Libertà dalla fame e dalla sete — accesso a acqua fresca e alimentazione che mantenga la salute e l'attività.
Libertà dal disagio — fornitura di un ambiente di vita adeguato (ricovero, posto di riposo, temperatura confortevole).
Libertà dalla sofferenza, dalle ferite e dalle malattie — prevenzione, diagnosi rapida e trattamento.
Libertà di comportamento naturale — fornitura di spazio sufficiente, condizioni e opportunità per manifestare comportamenti tipici della specie (giocare, scavare, arrampicarsi, comunicare con i conspecifici).
Libertà dalla paura e dallo stress — condizioni e trattamento che escludano sofferenze psichiche.
L'evoluzione della concezione ha portato alla modello dei "cinque domini del benessere", dove l'accento è passato dalla "libertà dalla" negatività all'"assicurazione" di uno stato positivo, inclusi la salute fisica, il comfort psichico e la possibilità di scelta.
Esistono diversi approcci per consolidare questi principi nella legge.
1. Modello europeo (ad esempio Germania, Svizzera, Svezia):
Qui le leggi sono più sviluppate. In Germania, la legge sulla protezione degli animali (Tierschutzgesetz) regola in dettaglio il contenimento. Ad esempio:
Per i cani è proibito il contenimento continuo nei recinti senza passeggiata quotidiana e contatto con l'uomo.
Gli gatti tenuti in appartamento devono avere la possibilità di realizzare il comportamento di caccia attraverso il gioco, e nel contenimento collettivo è obbligatoria la presenza di rifugi e strutture verticali.
È proibito il contenimento di animali sociali (criceti, uccelli) in solitudine. Questo è un diretto conseguimento dei dati scientifici sullo stress psicologico dell'isolamento nei gruppi sociali.
Curiosità: In Svizzera, dal 2008, sono in vigore atti subordinati che obblighano gli acquariologi a creare un ambiente per i pesci simile a quello naturale (rifugi, acqua pulita a una temperatura specifica), e i proprietari di uccelli a fornire la possibilità di volare al di fuori della gabbia.
2. Modello anglosassone (Regno Unito, Nuova Zelanda, alcuni stati degli Stati Uniti):
Focalizzazione sulla criminalizzazione della crudeltà e sull'imputazione agli proprietari dell'obbligo di cure (duty of care). La legge britannica sul benessere degli animali del 2006 introduce per i proprietari "cinque bisogni" praticamente identici alle "cinque libertà". La loro violazione, anche senza segni evidenti di crudeltà, è un reato.
3. Problemi e sfide in Russia:
In Russia, la legge federale "Sulla responsabilità nel trattamento degli animali" (2018) è un passo importante che ha consolidato il concetto di "benessere". Tuttavia, la maggior parte delle norme ha un carattere ramingo e declarativo. Manca di atti subordinati dettagliati che definiscano cosa si considera "condizioni adeguate" per diversi tipi. La sua attuazione è difficile in pratica.
Stimolazione fisica e psicologica. Le leggi dei paesi sviluppati richiedono direttamente o indirettamente la passeggiata dei cani, il gioco con i gatti, la fornitura di giocattoli e raschietti. Ad esempio, in Norvegia, le raccomandazioni per i proprietari di cani prescrivono non meno di tre diversi tipi di attività al giorno: addestramento, gioco e esplorazione tranquilla del territorio.
Divieto di deprivazione. Questo riguarda sia l'isolamento sociale che la deprivazione sensoriale. Il contenimento di un cane su una catena o in un recinto di cemento vuoto senza stimoli è ritenuto inaccettabile, anche se l'animale è sazio. In Austria, il contenimento dei cani nei rifugi è regolamentato: è obbligatorio la presenza di cuscini morbidi, giocattoli e almeno quattro passeggiate al giorno.
Prevenzione dei problemi comportamentali. La legislazione inizia a riconoscere che il non soddisfacimento delle esigenze naturali porta a comportamenti distruttivi (abbaiare, danneggiare la proprietà), che sono un segno di cattivo benessere. La responsabilità per la correzione di tale comportamento con metodi umani spetta al proprietario.
Regolamentazione della riproduzione e della vendita. Le leggi di qualità limitano la riproduzione incontrollata (introducendo la registrazione obbligatoria, la licenza dei rifugi) e vietano la vendita nei negozi di animali (come in Svezia), incentivando il contatto diretto del futuro proprietario con il allevatore o il rifugio.
Esempio significativo: Nel 2022, il consiglio comunale di Oxford (Regno Unito) ha adottato "Standard di licenza per le attività con animali", dove per ottenere una licenza l'allevatore deve dimostrare che i cuccioli si socializzano fin dalla nascita: abituandosi ai suoni domestici, a diverse superfici sotto le zampe, al contatto con gli esseri umani — che influisce direttamente sul loro futuro benessere psichico.
Base dimostrativa: È difficile dimostrare in tribunale "sofferenza" o "boredom" se non ci sono segni evidenti di malattia. Pertanto, nell'UE si sta sviluppando un sistema di valutazione del benessere basato su risorse (ciò che è fornito all'animale) e basato sull'animale stesso (il suo stato, il comportamento, i parametri fisiologici).
Differenze culturali: Nei paesi del sud Europa è ancora diffuso il contenimento degli animali in strada o nei recinti, che nel nord Europa è considerato inaccettabile.
Fattore economico: Gli standard elevati aumentano il carico finanziario sui proprietari, il che richiede un consenso pubblico e il supporto (ad esempio, detrazioni fiscali per i servizi veterinari).
Le leggi moderne sulla qualità della vita degli animali rappresentano il passaggio dalla protezione paternaistica a un modello di partenariato responsabile. L'animale non è più un oggetto passivo della cura, ma un soggetto i cui bisogni tipici devono essere soddisfatti. La scienza fornisce per questo criteri sempre più chiari: dalla superficie necessaria e dall'arricchimento dell'ambiente alla durata dei contatti sociali.
Conclusione: Le leggi sulla qualità della vita degli animali domestici non sono solo una raccolta di limitazioni. È una interpretazione giuridica delle esigenze biologiche e psicologiche di altri tipi, basata su dati scientifici oggettivi. Il loro sviluppo riflette la maturità della società capace di riconoscere che la nostra responsabilità verso i tipi domesticati va al di là dell'alimentazione e del tetto. Il futuro della legislazione si trova nell'ulteriore dettagliamento, tenendo conto delle caratteristiche di ogni specie (dalla lepre al pappagallo), e nella creazione di meccanismi di controllo efficaci che trasformano le "libertà" formali in "diritti" a una vita completa. Questo è un percorso complesso ma necessario, dall'atteggiamento all'animale come cosa all'acknowledgmento di un essere vivente complesso, il cui benessere è una misura della nostra stessa umanità.
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