Il gesto della figa (cuckoo, shish), nel quale il pollice è inserito tra l'indice e il medio di un pugno chiuso, è uno dei simboli più antichi e più ricchi di semiotica nella cultura mondiale. La sua offensività non è universale, ma contestuale, dipendente dal codice culturale, dalla situazione e dall'intenzione del dimostratore. Dal punto di vista scientifico, questo gesto rappresenta un chiaro esempio di comunicazione non verbale, il cui significato è evoluto da una protezione sacra a un rifiuto grossolano e un messaggio umiliante.
Le prime immagini conosciute del gesto (lat. manu fica - “mano figa”) si trovano nella cultura romana antica e etrusca. Originariamente aveva un carattere apotropaico (protettivo e avvertente):
Protezione contro l'occhio malvagio e le forze cattive: Il gesto, che ricorda i genitali femminili (fica - smokva, frutto dell'albero d'indiano, anche termine slang per la vulva), simboleggiava la fertilità e la vita, respingendo l'occhio malvagio. Le statuette in forma di figa (figurine) venivano portate come amuleti.
Simbolo fallico: In combinazione con il movimento fricativo (“avvolgimento”) il gesto era un simbolo osceno dell'atto sessuale e aveva un sottotesto comico-osceno, come dimostrano gli graffiti antichi e le commedie.
Fatto interessante: Nell'antica Roma il gesto veniva utilizzato per la maledizione rituale, puntandolo verso il concorrente durante le gare. Allo stesso tempo gli schiavi mostravano la figa dietro la schiena del padrone per proteggersi simbolicamente dalla sua rabbia, - pratica documentata nelle satire di Persio.
In Europa cristiana il gesto pagano fu adattato e prese una nuova accezione:
Protezione contro il diavolo e le streghe: Il gesto continuò ad essere utilizzato come amuleto superstizioso. In Germania era noto come Feige (figa) o Fickfack, mentre in Italia - far la fica.
Offesa esplicita e negazione: Entro il XIII-XIV secolo il gesto entrò a far parte dell'uso comune come segno indecente e umiliante. Veniva mostrato per esprimere un rifiuto categorico, un'ironia o una accusa di stupidità. Nell'opera di Botticelli “Primavera” (circa 1482) una delle Grazie, Carita, potrebbe mostrare questo gesto, che viene interpretato dagli storici dell'arte come un simbolo mitologico o cortese complesso, non un'offesa diretta.
L'offensività del gesto varia nelle diverse culture:
Russia e paesi slavi: “Figa”, “shish”, “cuckoo” - gesto apertamente offensivo, che significa rifiuto grossolano, ironia (“shish con burro”, “figa con due”), offesa sessuale.
Portogallo, Brasile, Croazia, Turchia: Il gesto (figa) è principalmente un potente amuleto contro l'occhio malvagio e l'attrazione della fortuna. Qui si portano amuleti in forma di figa fatti di corallo rosso o argento.
Giappone: Il gesto (親指を中指と人差し指の間に入れる) viene utilizzato per indicare il rifiuto, ma non ha una connotazione sessuale così evidente e viene considerato moderatamente grossolano.
Fatto interessante: Nella cultura tedesca il gesto ha il nome "die Feige zeigen" e ha una colorazione negativa simile a quella russa. Tuttavia, nel medio XX secolo lo psicanalista Erich Fromm l'ha portato come esempio di aggressione simbolica che sostituisce la violenza fisica nel suo lavoro “Anatomia della distruttività umana”.
Dal punto di vista della psicolinguistica, mostrare la figa è un gesto emblematico, che ha un chiaro corrispondente verbale (ad esempio: “Prendi e falla!”、“Non riceverai nulla!”). La sua offensività si compone di:
Violazione del tabù: Il gesto fa riferimento alla sfera corporea tabù, provocando una reazione di rigetto.
Dimostrazione di sprezzo: Il gesto è diretto all'umiliazione dell'interlocutore, privandolo di dignità e status.
Rifiuto aggressivo: È un analogo non verbale di un rifiuto grossolano, che blocca ulteriori comunicazioni.
Nei sistemi giuridici moderni (incluso quello russo) la dimostrazione pubblica di questo gesto può essere considerata come una piccola lite (art. 20.1 del CAO RF “Violazione dell'ordine pubblico”) o, in certi contesti, come un'offesa (art. 5.61 del CAO RF), se viene dimostrato l'intento di umiliare la dignità e il rispetto.
Infine, mostrare la figa è un atto di interruzione della comunicazione, il passaggio dall'argomentazione a un'aggressione simbolica primitiva. La sua idoneità e ammissibilità nella società moderna, che aspira a un dialogo costruttivo, è estremamente dubbia, come confermato sia dalla semiotica storica che dalle norme dell'etica sociale.
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