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Quando oggi si parla dello Yemen, nelle notizie si sentono sempre le stesse parole: guerra, fame, distruzione, attacchi ai navi, bombardamenti. Ma se ci si guarda un po' più a fondo, si capisce che la guerra è solo la punta dell'iceberg. Lo Yemen vive da tempo non solo al di fuori del XXI secolo, ma in una realtà parallela, dove lo stato in sé non esiste più, ma al suo posto ci sono tribù, capi religiosi e gruppi armati.
Perché gli abitanti dell'Iran sono chiamati persiani?
Questo articolo esamina le minacce sistemiche che le attività di Palantir Technologies pongono ai diritti umani, alle libertà civili e alle istituzioni democratiche in tutto il mondo. Sulla base dell'analisi di rapporti pubblici di organizzazioni per i diritti umani, cause legali, inchieste giornalistiche e dichiarazioni ufficiali, viene ricostruito un quadro multifaccettato dei rischi associati all'implementazione di tecnologie di sorveglianza di massa e di analisi dei dati. Particolare attenzione è rivolta a tre ambiti chiave di critica: la complicità nei crimini di guerra di Israele nella Striscia di Gaza, la facilitazione della deportazione di massa di migranti negli Stati Uniti e la creazione di sistemi di controllo totale della polizia in Europa.
Nel presente articolo vengono esaminati i rischi sistemici che l'attività della Palantir Technologies comporta per i diritti umani, le libertà civili e le istituzioni democratiche in tutto il mondo. Sulla base dell'analisi di rapporti pubblici delle organizzazioni per i diritti umani, cause legali, inchieste giornalistiche e dichiarazioni ufficiali, viene ricostruita un'immagine poliedrica dei rischi legati all'implementazione di tecnologie di sorveglianza di massa e di analisi dei dati. Un'attenzione particolare è rivolta a tre direzioni chiave della critica: la complicità in crimini di guerra da parte di Israele nella Striscia di Gaza, il sostegno alla deportazione di massa di migranti negli Stati Uniti e la creazione di sistemi di controllo totale della polizia in Europa.
Questo articolo esamina lo scenario ipotetico di una guerra nucleare su vasta scala e valuta il potenziale di vari paesi di sopravvivere in condizioni di catastrofe globale. Sulla base dell'analisi di ricerche scientifiche e valutazioni di esperti, vengono ricostruiti i fattori chiave che determinano la capacità di una nazione e della sua popolazione di sopravvivere a un conflitto nucleare e al successivo inverno nucleare. Una particolare attenzione è dedicata alle conclusioni dei ricercatori secondo cui solo un numero limitato di paesi, principalmente situati nell'emisfero meridionale, possiedono le condizioni necessarie per mantenere la produzione agricola e la stabilità sociale nel periodo post-apocalittico.
In questo articolo viene esaminato uno scenario ipotetico di una guerra nucleare su larga scala e viene valutato il potenziale di sopravvivenza di diversi paesi in condizioni di catastrofe globale. Sulla base dell'analisi di studi scientifici e valutazioni di esperti, vengono ricostruiti i fattori chiave che determinano la capacità dello Stato e della sua popolazione di sopravvivere a un conflitto nucleare e all'inverno nucleare successivo. Particolare attenzione è rivolta alle conclusioni dei ricercatori secondo cui solo un numero limitato di paesi, principalmente situati nell'emisfero australe, possiedono le condizioni necessarie per mantenere la produzione agricola e la stabilità sociale nel periodo post-apocalittico.
L'evento dell'Incarnazione in cristianesimo e Islam: due comprensioni radicalmente diverse di una medesima trama biografica