Calcio è il mondo delle passioni. Ma per alcuni tifosi, la passione sfocia nella rabbia, e la rabbia nella guerra. In tutto il mondo esistono gruppi ultrà, per cui il supporto alla propria squadra non è solo cantare canzoni, ma combattere a colpi di coltello, sparare e persino combattere nelle strade con la polizia. I tifosi più bellicosi non amano semplicemente la loro squadra, ma vivono un codice d'onore dove il sangue dell'avversario (tifoso di un'altra squadra) è un trofeo. Chi sono queste persone? Da dove viene questa aggressività? E perché il calcio è diventato per loro un campo di battaglia e non un gioco?
Nell'Argentina, i teppisti calcistici vengono chiamati "barra-brava". Non sono gruppi spontanei, ma strutture mafiose ben organizzate. Controllano la vendita dei biglietti, i parcheggi, persino influenzano la scelta dei giocatori e degli allenatori. Le più famose gang sono quelle dei club "Boca Juniors" ("La 12") e "River Plate" ("Los Borrachos del Tablón"). Il loro scontro ha costato decine di vite. Nel 2026, le collisioni continuano nonostante i cordoni di polizia. I bar argentini colpiscono con coltelli, usano pietre, cocktail Molotov. I casi mortali sono un'abitudine. La polizia spesso è impotente, poiché gli ultrà sono legati al traffico di droga e a politici corrotti. Per loro, il calcio è solo un pretesto per dimostrare il potere e vendicare vecchie rivalità.
I tifosi turchi sono noti per la loro irruenza incontrollata. Gang come "Karşıyaka" e "Çarşı" (Beşiktaş), nonché i tifosi del "Galatasaray" ("ultrAslan") e del "Fenerbahçe" ("Kill For You") organizzano regolarmente sommosse. Il contrasto tra "Fenerbahçe" e "Galatasaray" non è solo un derby, ma una battaglia tra due quartieri di Istanbul. Vengono usate catene, mazze, coltelli, a volte anche armi da fuoco. Nel 2024, uno scontro prima di una partita ha costato tre vite. La polizia turca utilizza gas lacrimogeno e idranti, ma gli ultrà, vestiti di nero, attaccano dai tetti e dai vicoli. La loro caratteristica distintiva è che non temono di morire. Motivati dal nazionalismo e dalla religione, molti si considerano "guerriglieri per il club", quasi come jihadisti.
I tifosi polacchi e serbi non sono più semplicemente teppisti, ma gruppi militarizzati organizzati. In Polonia, le gang "Legia" ("Brigata d'acciaio"), "Widzew" e "Śląsk" usano tecniche di combattimento professionali: spionaggio, imboscate, coordinazione tramite radio. Scontri di 100-200 persone sono un'abitudine. In Serbia, "Grobaci" (Partizan) e "Delije" (Crvena Zvezda) sono famosi per la loro brutalità e filmano le lotte. Il loro arsenale include coltelli, manette, mazze da baseball, spray al peperoncino. Dopo le partite, organizzano marce per le strade di Belgrado, gridando slogan nazionalisti. Nel 2026, la polizia polacca ha creato un reparto speciale per combattere i teppisti calcistici, ma in Serbia gli ultrà hanno influenza sui politici e praticamente non vengono toccati.
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