Per lungo tempo, la rosa blu è stata considerata geneticamente impossibile. Le rose mancano del pigmento chiave per un vero colore blu — delphinidina. L'intera gamma delle rose è formata da due principali gruppi di pigmenti:
Antociani (che conferiscono toni rossi, rosa, porpora).
Carotenioidi (responsabili del giallo, arancione, pesca).
Nel 2004, la società giapponese Suntory e la Florigene australiana hanno raggiunto un traguardo, investendo 30 anni e 30 milioni di dollari in ricerche. Gli scienziati hanno inserito nei geni della rosa i geni della delphinidina prelevati dai... occhiali di anello. Tuttavia, il primo risultato, la varietà 'Applause' (2009), ha dato non un blu puro, ma un complesso tono lavanda-sirena. Questo è dovuto al fatto che l'ambiente cellulare della rosa (acidità, presenza di pigmenti concomitanti) influisce sulla manifestazione del colore. Pertanto, la prima rosa "blu" al mondo è in realtà un ibrido biotecnologico che dimostra un tono viola unico, impossibile per la rosa in natura per via naturale. La sua esotica risiede nel suo passaporto genetico.
Non esistono rose veramente nere come il carbone. Il fenomeno della "rosa nera" è un'illusione ottica creata da una concentrazione molto alta di antociani scuri o porpora nei petali. Esempi più noti:
'Black Baccara' (2004): Bordeaux liscio, quasi nero in fiore e sotto una determinata illuminazione.
'Black Magic': Malanconico con ombre nere.
La leggendaria 'Rosa nera di Halfeti' della Turchia: Non una varietà a sé stante, ma una caratteristica della rosa locale Rosa damascena 'Trigintipetala'. I suoi bottoni malanconici, quando si aprono in condizioni di suolo specifico e variazioni di temperatura nella regione di Halfeti, assumono un tono profondo, quasi nero. Questa esotica è legata a un terroir unico.
La rosa verde più conosciuta è l'antica varietà 'Rosa chinensis 'Viridiflora' (metà del XIX secolo). La sua esotica risiede nell'assenza completa dei petali. Quel che consideriamo un fiore sono le sepaline moltiplicate, che, come le foglie, sono ricche di clorofilla. Questa è una mutazione naturale rara (fillodia), quando le parti del fiore si trasformano in strutture simili a foglie. È praticamente priva di aroma e sembra più un curioso botanico che una rosa classica. I selezionatori moderni, come David Austin, creano varietà con toni verdi ('Elfe', 'Limonella'), ma è sempre una miscela di toni giallastri con verde.
Qui l'esotica è creata non dalla selezione, ma dalla tecnologia.
Rosa arcobaleno, brevettata dallo olandese Peter van de Werken: Lo stelo della rosa bianca viene spezzato e ogni parte viene messa in un contenitore d'acqua colorata con un colorante alimentare sicuro. I capillari conducono i coloranti di diversi colori ai petali, creando un effetto arcobaleno artificiale. Questa esotica è un progetto commerciale che dimostra la fisiologia della pianta.
Varietà con riflessi (bicolore, multicolore): Il lavoro di selezione ha portato alla nascita di rose dove il colore si transitiona fluidamente da un tono all'altro. Ad esempio, 'Double Delight' (crema con margine rosso vivo) o 'Osiria' (rosso vellutato con parte interna argentea). La loro esotica risiede nella distribuzione complessa dei pigmenti.
Curiosità interessante: Esiste una rosa di colore "cinabro" — un tono eccezionalmente raro, sbiadito, scuro-siriano, "tabacco". La varietà 'Smoky' (1965) è considerata uno dei suoi standard. Questo colore, chiamato in onore della porcellana cinese, è highly apprezzato dai collezionisti per la sua non brillantezza, la sua complessità raffinata.
Questi colori sono il risultato di una complessa mescolanza di pigmenti in risposta ai trend di moda. I toni marroni (varietà 'Coffee Break', 'Hot Chocolate') si ottengono dalla combinazione di antociani scuri e carotenioidi gialli. I toni complessi grigio-sirieni, lavanda-fumati (varietà 'Novalis', 'Eifelzauber') sono il risultato di antociani sbiaditi, spesso potenziati da un reverso argentato dei petali. La loro esotica risiede nell'abbandono della decoratività vivace a favore di una palette elegante, "vintage".
Il colore più esotico della rosa è un concetto soggettivo, ma dal punto di vista scientifico il primato spetta alla rosa biotecnologica 'Applause'. La sua esotica è fondamentale: ha superato un barriera genetica impervia per la selezione classica. Tuttavia, in senso più ampio, l'esotica è qualsiasi deviazione dalla norma naturale raggiunta attraverso diversi modi:
Genetica ingegneristica (colore blu).
Concentrazione estrema di pigmenti (colore nero).
Mutazione botanica (rosa verde).
Intervento fisico-chimico (rosa arcobaleno).
Hybridizzazione complessa (toni marroni, grigi, iridescenti).
Quindi, la caccia al fiore esotico spinge avanti non solo la moda del giardino, ma anche la scienza, spingendo a studiare più a fondo la biochimica dei pigmenti, la genetica e l'interazione della pianta con l'ambiente. La rosa più esotica è sempre il frutto del dialogo tra natura e genio umano.
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